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Project Description

 

Lo studio dei costi e benefici derivanti dall’adozione di percorsi riabilitativi è di grande rilevanza economica e sociale sia per una questione di efficienza nell’utilizzo di risorse pubbliche sia per il miglioramento in termini di qualità della vita dell’efficacia dell’intervento sanitario.

L’analisi intende quindi stimare sia i costi di gestione sanitaria che i benefici per le persone traumatizzate e le loro famiglie. I costi sanitari variano a seconda della gravità degli esiti. Nei casi più gravi il paziente viene ricoverato in unità di riabilitazione intensiva specializzate nella cura di stati vegetativi. I casi gravi vengono seguiti in strutture occupazionali diurne, mentre le situazioni di media e lieve gravità impegnano strutture di riabilitazione ambulatoriale dove vengono svolte attività riabilitative prevalentemente diurne. Una stima affidabile dei costi sanitari si basa sulla conoscenza della frequenza delle visite e della durata e tipologia dei ricoveri utilizzando le informazioni contenute nel registro dei casi. A partire da questa stima si possono determinare i diversi pacchetti di cura ed i costi sanitari relativi (De Agostini 2006). Naturalmente i costi dei diversi trattamenti variano anche in relazione alla qualità del servizio prestato dalla unità sanitaria. Per questa ragione, il progetto di ricerca intende confrontare i costi sanitari associati ad un percorso riabilitativo tradizionale di tipo ospedaliero con i costi di un percorso riabilitativo di tipo innovativo con unità riabilitative intensive altamente specializzate quale quello offerto dal Centro Polifunzionale Don Calabria.

In generale, per poter stabilire quale percorso riabilitativo è più efficiente sia dal punto di vista economico che sociale, è importante tenere conto non solo dei costi sanitari ma anche dei benefici derivanti alla persona come risultato dell’efficacia di un percorso riabilitativo. Tipologie di intervento riabilitativo diverse potrebbero risultare molto simili dal punto di vista dell’efficienza nei costi, ma potrebbero avere una efficacia, in termini di recupero funzionale e relazionale ed in merito al trasferimento di parte dei costi assistenziali alla famiglia, molto diversa. Per questa ragione, il progetto non intende limitare l’analisi ai soli costi di gestione sanitari associati a diversi

pacchetti di cura (De Agostini 2006), ma si prefigge anche l’obiettivo di stimare i benefici associati al miglioramento della qualità della vita della persona e dei familiari che partecipano all’offerta dei servizi assistenziali.

Per quanto riguarda le persone colpite da traumi cranici, l’analisi dei benefici si svolge su due piani distinti: quello della persona e quello della famiglia.

L’impatto sulla persona viene misurato in termini di recupero di functionings e di capabilities (Sen 1985, Robeyns 2003, Saito 2003) osservato in modo oggettivo. Per determinare la variazione di benessere della persona coinvolta nell’incidente bisogna conoscere la qualità della vita della persona, espressa in termini di capacità di consumo e possibilità di reddito, prima e dopo l’accaduto in quanto la funzione di benessere individuale è la stessa prima e dopo l’incidente (Lewbel 2003).

Il confronto tra la stessa persona in situazioni diverse (prima e dopo un incidente) è infatti teoricamente ammissibile e consente di eseguire stime molto accurate del danno subito. Questa informazione è di fondamentale importanza ai fini assicurativi in quanto consente di determinare in modo corrette i risarcimenti monetari necessari a compensare il danno.

Le informazioni sono deducibili da questionari che verrebbero disegnati ad hoc nell’ambito del progetto sulla base dell’esperienza dei Living Standard Measurement Studies della Banca Mondiale o il data base SILC condotto dalla Comunità Europea. Queste inchieste rileveranno le modalità dei consumi e le variabili relative allo standard di vita nella situazione pre e post trauma. Considerato che possono esservi più functionings che sono legati tra loro, l’effetto combinato sul benessere di una persona viene misurato adottando l’analisi MIMIC (Multiple Indicators Multiple Causes – Addobbo et al. 2004, Aigner et al. 1984, Ashford e Sowden 1970, Bentler e Weeks, Bock e Gibbons, Zellner 1970, Joresok e Goldberger 1975, e Meijer 2000, Phipps 2002) . Il modello, che appartiene alla classe più ampia dei Modelli ad Equazioni Strutturali assume che ogni indicatore sia una componente del benessere della persona. Il benessere della persona è una variabile non osservabile associato agli indicatori osservabili attraverso una analisi fattoriale. In ultima analisi, si assume che il benessere sia causato da altre variabili esogene quali il reddito, il genere, il grado di istruzione, il livello di indipendenza ed autodeterminazione, le capacità relazionali, il recupero di empowerment e l’uso di funzionalità normali. Il valore dei functionings e delle capabilities viene invece valutato con quesiti specifici basati sulla teoria della contingent valuation (Cooper, Veronesi e Perali 2005) che chiedono all’individuo di rivelare la propria disponibilità a pagare per poter riacquistare una o più funzioni e capacità relazionali. La applicazione empirica di queste tecniche sarà adattata alle situazioni in cui il traumatizzato si trova in condizioni vegetative in quanto la valutazione della qualità della vita non si potrà basare sulla definizione delle funzionalità e capacità individuali tradizionalmente in uso.

L’impatto sulla famiglia derivante dalla presenza di un familiare che ha subito un trauma cranico influenza, oltre alla sfera emotiva, soprattutto l’organizzazione della famiglia stessa. Il costo tradizionalmente viene sopportato in misura maggiore dalla componente femminile. Per fare fronte ai maggiori costi di gestione familiare, i componenti la famiglia in età lavorativa sono indotti a lavorare di più o a sostituire l’assistenza pubblica con l’assistenza diretta. Questa situazione comporta spesso la rinuncia al lavoro da parte di un componente familiare mettendo a rischio la sostenibilità della famiglia stessa che, per fare fronte all’emergenza familiare, deve ricorrere a reti di sicurezza spesso informali. In ogni caso, la presenza di un paziente che ha subito un trauma cranico in famiglia comporta una riallocazione delle risorse di tempo e finanziarie dei membri della famiglia che influenzano in modo significativo il livello di benessere dei membri familiari prima e dopo l’incidente. E’ importante quindi stimare la regola di condivisone delle risorse della famiglia che permette anche di dedurre i livelli di benessere dei singoli membri delle famiglie (Menon e Perali 2005) toccate dall’evento traumatico. Il confronto con la modalità di allocazione delle risorse ed i livelli di benessere di famiglie con pari reddito dà una misura indiretta del costo economico sopportato dalle famiglie che ospitano persone in stato vegetativo permanente o con limitazioni funzionali stabili.

E’ rilevante sottolineare che i risultati che possono essere conseguiti in questa ricerca hanno una applicabilità generale che va oltre il caso dei soggetti che hanno subito traumi cranici, ma può essere estesa alla valutazione comparata di sistemi sanitari in generale o di situazioni associate alla presenza di persone diversamente abili.


 
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