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Sommario del progetto

Il progetto realizza una ricerca su modelli e programmi di intervento nella giustizia penale minorile focalizzando l’attenzione sui seguenti indicatori: valutazione d’impatto,convalidazione scientifico-metodologica, definizione di un modello di conoscenzatrasferibile. Il gruppo di lavoro vede la partecipazione di ricercatori ed esperti del Dipartimento diScienze Economiche e del CIDE dell’Università di Verona e del Privato Sociale (Istituto don Calabria, Cooperativa Antares). Coordinatore scientifico del progetto è il Professor Federico Perali.

Attività previste: a) raccolta dati, b) analisi econometrica volta a spiegare le cause chefavoriscono l’insorgenza di eventi criminali tra i minori sia a livello macroeconomico che microeconomico in relazione ai comportamenti individuali, c) analisi statistica per definireun sistema di supporto alla decisione di indirizzare un giovane verso un percorso di tiporiabilitativo o punitivo quale la carcerazione tradizionale utilizzando l’analisi discriminante, e d) valutazione dell’efficacia degli interventi alternativi e tradizionali in termini diprobabilità di eventi recidivi sia in relazione all’impatto sul benessere del singolo, dellafamiglia e della comunità.


Il programma di lavoro ha una durata complessiva di due anni.

Il progetto prevede a) la costruzione di una banca dati e di un sito web dinamico dedicato al progetto, b) pubblicazioni scientifiche sia su riviste nazionali sia internazionali e c) unconvegno nazionale finale per la presentazione e divulgazione dei risultati.

Descrizione del progetto 

Il progetto intende lavorare su due piani: nazionale ed internazionale. Il primo livello d’intervento si attuerà tramite uno Studio pilota su un campione individuato indicativamente in un numero minino di 200 minori autori di reato (laboratorio di ricerca locale) ed inseriti all’interno di misure alternative alla detenzione. Tali risultati permetteranno un confronto tra i possibili percorsi alternativi di risposta al reato. A tal proposito sarà fondamentale l’identificazione delle variabili che intervengono durante e dopo l’attivazione di specifici interventi. Il secondo sarà invece attivato attraverso un confronto fra i vari Paesi europei che hanno già da tempo sperimentato determinate modalità attuative, nell’ottica di una riflessione ad ampio raggio che permetta, nonostante le differenze territoriali, una ottimizzazione delle prassi. 

Livello nazionale

Il progetto sarà articolato nelle suddette fasi:

  1. Pianificazione delle attività
  2. Realizzazione degli strumenti di lavoro
  3. Realizzazione dell’attività di ricerca
    1. Raccolta dati
    2. Analisi dei dati per studiare le cause del comportamento delinquenziale tra i minori
    3. Analisi statistica per definire un sistema di supporto alla decisione di indirizzare un giovane verso un percorso di tipo riabilitativo o detentivo utilizzando l’analisi discriminante
    4. Valutazione dell’efficacia del percorso riabilitativo rispetto alla detenzione tradizionale e dell’impatto sul benessere del singolo, della famiglia e della comunità dell’intervento giudiziario
  4. Stesura delle pubblicazioni scientifiche
  5. Realizzazione del Convegno finale

Fase 1: Pianificazione delle attività

La prima fase del progetto prevede la pianificazione delle attività. Nello specifico verrà definito in dettaglio sia il programma di lavoro che il sistema di monitoraggio e valutazione dello stesso. Punto di forza del suddetto gruppo tecnico di ricerca, composto da esperti individuati dalle Organizzazioni partecipanti al progetto, è l’eterogeneità delle competenze e dei saperi degli stessi che permettono di definire una strutturazione delle attività basata su un’ottica ad ampio raggio includente aspetti di vario tipo (sociologico, psicologico, criminologico, statistico ed economico) fondamentali per affrontare a 360° il problema in questione. All’interno del gruppo sono previsti inoltre dei borsisti. 

Le funzioni di tale Organo saranno:

  • pianificazione e realizzazione delle attività;
  • monitoraggio sullo stato di avanzamento progettuale;
  • successiva ridefizione delle attività in itinere dovute a possibili criticità emergenti;
  • definizione degli strumenti di comunicazione interna ed esterna;
  • realizzazione della pubblicazione e del Seminario finali;
  • diffusione dei risultati,
  • attivazione del confronto (comparazione-comunicazione) con i Paesi europei.

L’organo in questione, coordinato dal Professor Perali Federico del Dipartimento di Scienze Economiche – Università degli studi di Verona, avrà pertanto la titolarità del progetto a livello di scelte operative ed organizzative. Il gruppo di ricerca si incontrerà nel primo mese di attuazione per un lavoro di stretta e continua collaborazione con l’obiettivo di definire l’impianto progettuale. Successivamente seguiranno meeting di lavoro in itinere soprattutto alla fine di ogni sottofase di ricerca (3.1-3.2-3.3) per valutare il procedere delle attività e strutturare gli steps successivi. Il 21° mese di realizzazione progettuale avrà luogo un incontro per la produzione della pubblicazione finale e per la strutturazione del Seminario. Seguirà un ultimo incontro (24° mese) per definire i criteri di trasferibilità delle esperienze attivate.

Fase 2: Realizzazione degli strumenti di lavoro

In questa seconda fase saranno realizzati tutti quegli strumenti di lavoro necessari alle attività di ricerca in particolare per la definizione del questionario, costruito per la raccolta dei dati, caratterizzato da una facile architettura che permetterà una lettura dei dati veloce e pratica. Saranno raccolti ed analizzati macro dati su base provinciale -Verona- dei principali indicatori della criminalità giovanile (dati Istat, analisi e report sulla sicurezza, analisi di vittimizzazione, ecc.) unitamente a:

  • dati macroeconomici (tasso locale di sviluppo economico, tasso di disoccupazione, indicatori di capitale sociale, distribuzione dei redditi, segregazione urbana, consumo di sostanze che generano dipendenza, ecc.);
  • caratteristiche demografiche del territorio (popolazione, fascia di età giovanile, fenomeni migratori, etnicità, ecc.);
  • altre variabili sociali.

Nell’arco di tempo dedicato alla creazione del data base verranno sistematizzati anche i supporti tecnologici utili alla ricerca. 

Fase 3: realizzazione dell'attività di ricerca 

L’attività di ricerca sarà suddivisa in più sottofasi.

3.1 Raccolta micro dati

La somministrazione del questionario è attuata nell’arco temporale di otto mesi. La raccolta e la misurazione dei dati sarà effettuata da soggetti appartenenti agli Enti partners, in particolare dell’Università di Verona e dell’Istituto don Calabria (esperti senior e junior). La suddetta analisi permetterà di effettuare un confronto tra le caratteristiche della delinquenza minorile della provincia di Verona con altre province italiane (in particolare il raffronto verterà con le altre province venete e del Nord Italia; in particolare Milano e provincia). La suddetta servirà anche ad effettuare un’analisi causale tra le variabili di studio.

3.2 Analisi dei dati per studiare le cause del comportamento delinquenziale tra i minori

In questa fase verrà svolta una analisi per valutare l’efficacia delle misure alternative relativamente ad un gruppo di ragazzi afferenti ai servizi della Giustizia Minorile di Verona e del Veneto e al Centro di Giustizia Minorile per la Lombardia e la Liguria, cui fanno riferimento, oltre agli Uffici del Servizio Sociale Minorile di Milano e Brescia, anche uno dei più importanti istituti per minori d’Italia: l’Istituto penale minorile di Milano “Cesare Beccarla”. In tale modo verranno analizzate le caratteristiche sociali e giudiziarie di un gruppo di ragazzi in carico presso il suddetto istituto nel periodo 2001-2004. Tale gruppo di soggetti dovrà essere formato da minori in espiazione di custodia cautelare, e da minori affidati invece all’area penale esterna. Verranno studiate e descritte le principali caratteristiche socio-demografiche e criminologiche dei minori facenti parte del suddetto campione di studio. Quindi, verrà effettuato, all’interno di una metodologia longitudinale, uno studio relativo alla rilevazione di alcuni aspetti di vita, della posizione giuridica e sociale attuale dei minori (adesso giovani adulti) facenti parte del campione di cui sopra, in modo da poter valutare la portata di alcune modificazioni essenziali del comportamento sociale del ragazzo quali il miglioramento delle capacità sociali e relazionali (social and relational skills), l’inserimento lavorativo, la commissione di nuovi reati, o la presenza/assenza di procedimenti penali in corso. 

3.3 A nalisi statistica per definire un sistema di supporto alla decisione di indirizzare un giovane verso un percorso di tipo riabilitativo o detentivo utilizzando l’analisi discriminante

Il gruppo di ricerca utilizzerà l’analisi discriminante per stimare una relazione che permetta di assegnare un minore ad un percorso riabilitativo o di detenzione con un elevato grado di confidenza. Tutto questo servirà alla valutazione circa il reale ruolo trattamentale e risocializzativo delle misure penali adottate e quindi consentirà l’inizio di una riflessione su quale delle misure giudiziare adottate abbia apportato un reale e significativo miglioramento nel benessere individuale e nell’inserimento sociale del minore.

3.4 Valutazione dell’efficacia del percorso riabilitativo rispetto alla detenzione tradizionale e dell’impatto sul benessere del singolo, della famiglia e della comunità dell’intervento giudiziario

Questa sottofase valuta l’efficacia degli interventi giudiziari di tipo riabilitativo o detentivo in termini di probabilità di eventi recidivi e di capacità di reinserimento nel mondo del lavoro. L’obiettivo dell’intervento giudiziario in generale è quello di “ri-livellare il campo da gioco,” ossia di offrire al giovane con esperienza di reato dopo il percorso correttivo le stesse possibilità lavorative e relazionali di cui godrebbe un giovane normale a parità di circostanze. L’adozione del criterio etico e normativo delle eguali opportunità dovrebbe consentire al gruppo di ricerca di esprimere una valutazione univoca in merito all’efficacia relativa dei percorsi correttivi. La valutazione, ed il successivo ordinamento dei percorsi giudiziari alternativi e tradizionali, dipende anche dall’impatto che il trattamento giudiziario ha sul benessere del singolo, della famiglia che può nuovamente ospitare una persona riabilitata e della comunità. La variazione di benessere del singolo verrà valutata sulla base di quesiti specifici che rivelano la disponibilità di un giovane “a pagare” pur di evitare il percorso penale prescritto, e chiedendo di mettere a confronto la percezione della propria qualità della vita prima, durante e dopo aver compiuto il percorso giudiziario correttivo.

Fase 4: Stesura delle pubblicazioni scientifiche

Il progetto prevede la diffusine a livello locale dei risultati ottenuti. Il 21° mese di realizzazione vedrà la produzione di una pubblicazione contenente, oltre ai risultati raccolti ed analizzati, una valutazione degli stessi frutto di un lavoro di stretta collaborazione fra le figure partecipanti al progetto. I risultati della ricerca saranno divulgati attraverso i differenti mezzi di comunicazione e nel Convegno nazionale conclusivo. 

Fase 5: Realizzazione del Seminario finale

Il penultimo mese vedrà la realizzazione di un Seminario di chiusura delle attività, organizzato in una sede da definirsi, aperto al grande Pubblico ma primariamente indirizzato a Soggetti istituzionali coinvolti a vario titolo nei circuiti della Giustizia Penale Minorile. L’indice fondamentale della trasferibilità mira infatti a valorizzare e diffondere gli aspetti maggiormente innovativi del progetto, verso il recepimento delle attività sperimentate quali buone pratiche, in un’ottica di accreditamento delle risorse attivate e degli organismi coinvolti. 

Livello internazionale 

La diffusione delle sperimentazioni in atto e dei successivi risultati prodotti sarà attuata grazie all’utilizzo degli ampi e consolidati network di cui ogni partner dispone sia a livello nazionale, ma soprattutto internazionale, basato quindi sul coinvolgimento dei contatti esistenti nelle reti ed in particolare di quelli dell’Istituto don Calabria. Questa diffusione sarà attuata attraverso la messa a disposizione di tutti gli ordinari strumenti di comunicazione: riviste periodiche, newsletters elettroniche, siti internet dinamici, banche dati accessibili anche via web. (vedi allegato partners nazionali ed internazionali).