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Obiettivi Progettuali

Il progetto si focalizza sull’approfondimento qualitativo e comparativo delle differenti procedure di intervento, rivolte ai minori autore di reato, in favore di una valutazione di efficienza ed efficacia Ulteriore elemento di rilievo risiede nella ricaduta dei risultati della ricerca sui programmi di prevenzione e di contrasto al reato minorile grazie alla comprensione del comportamento di recidività (nuova commissione di reato). Tutt’oggi infatti non sono disponibili evidenze scientifiche, su scala locale e nazionale, che consentano un monitoraggio delle recidive per poter avanzare conclusioni generali sulla pregnanza dell’esperienza italiana.

Il progetto, stimando l’impatto dei differenti interventi alternativi, consentirà di valutare l’efficacia sia nei termini del recupero sociale del minorenne sia nell’impatto complessivo sul proprio benessere, in modo da verificare l’adeguatezza del modello riabilitativo in relazione agli elementi di politica criminale ed economica.

L’analisi verterà su una stima qualitativa e quantitativa anche dei costi effettivi sostenuti dalla società stessa rispetto ai reali benefici attivati dai percorsi alternativi.

Gli studi italiani sul tema sono carenti e non permettono l’individuazione di indicatori specifici.

A tal proposito sarà attivato a livello macro un confronto coi dati esistenti in altri Paesi europei rispetto ai focus tematici della ricerca.

In sintesi le esigenze che motivano la presente ricerca possono essere così schematizzate:

  1. valutazione e validazione delle esperienze oggetto della ricerca;

  2. strutturazione di un modello di analisi;

  3. confronto a livello nazionale ed internazionale.

 

Gli obiettivi della ricerca possono essere riassunti come di seguito:

a) fotografare la situazione attuale rispetto ai minori inseriti nel circuito penale in favore di un giudizio obiettivo rispetto ai differenti interventi attuati e di una comprensione delle cause che portano al comportamento criminale dei minori;

b) determinare l’efficacia e l’efficienza delle risposte alternative previste nel sistema penale minorile, focalizzando l’attenzione sull’analisi di alcuni elementi dei percorsi attivati, quali:

- responsabilizzazione del minore;

- risocializzazione ed inclusione del minore nel tessuto comunitario di appartenenza;

- effettivo tasso di recidività;

- coinvolgimento delle vittime nei percorsi attivati;

c) convalidare i percorsi di “messa alla prova” nell’ottica dell’aumento personale e sociale del fruitore e del contesto sociale.

 

Raccolta questionario

Nell’ultimo decennio la devianza minorile italiana ha subito profonde trasformazioni: il quadro generale, relativo ai minori che commettono reato, presenta una netta diminuzione degli italiani a fronte di un aumento di quelli provenienti da ex-Jugoslavia, Marocco, Algeria, Albania e Romania.

Un quadro nazionale che mostra inoltre una distinzione tra nord e sud, rispetto a tale variabile, mettendo in risalto una stretta correlazione tra diffusione del benessere economico sociale e presenza della criminalità minorile straniera, in particolare nelle regioni del nord-est.

Oggetto del presente studio è una doppia valutazione che vuole evidenziare, attraverso una serie di studi e ricerche, gli elementi di positività e di criticità delle misure alternative alla detenzione per fornire degli elementi scientifici di conoscenza ed indagare sull’impatto socio-economico di tali misure al fine di orientare i decisori istituzionali e politici.

Il quadro normativo di riferimento e quello tracciato all’interno del D.P.R. n. 448/88 “Approvazione delle disposizioni del processo penale a carico di imputati minorenni” all’interno del quale si pone l’attenzione sul recupero educativo e sociale del minore autore di reato, in quanto soggetto in età evolutiva, attraverso un percorso di valorizzazione della personalità e di responsabilizzazione.

Secondo tale approccio, il D.P.R. n. 448/88 prevede per il minore reo una serie di misure penali deflative alternative alla detenzione, tra le quali spicca l’istituto della “messa alla prova” (art. 28 La sospensione del processo e messa alla prova).

Gli obiettivi alla base delle attività assumono la dimensione del reato come problema che emerge nel sociale e che, sempre all’interno dei contesti di appartenenza, deve essere affrontato in termini complessivi, integrando saperi e competenze di tipo sociologico, psicologico, criminologico ed economico.

 

doc Obiettivi Cooperativa Antares

 

doc Obiettivi Don Calabria